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La nostra storia

Il contesto socio-ambientale
 Piscinola è un quartiere di Napoli di circa 28.000 abitanti, situato nella periferia nord della città. Confina a Nord col comune di Mugnano di Napoli, ad Est coi quartieri Scampìa e Miano, a Sud con Marianella e ad Ovest col quartiere Chiaiano . La superficie del quartiere è pari a circa 3,55 km².Con gli adiacenti quartieri di Marianella, Chiaiano e Scampia, Piscinola costituisce, a partire dal 2005, la VIII Municipalità del Comune di Napoli.
 
L’etimologia di Piscinola deriva dal termine “piscinula”, ossia "piscina" o "vasca", in riferimento forse ad un'antica struttura idraulica nelle vicinanze del primitivo insediamento abitativo. Nonostante il chiarissimo riferimento all'acqua, del tutto oscure sono l'ubicazione e le funzioni di tale vasca. Tre sono le ipotesi: o si trattava di un serbatoio per la raccolta delle acque, in un sistema di irrigazione dei campi o di una cisterna, ad uso degli abitanti o di parte di un sistema di bonifica.
 Piscinola ha una storia bimillenaria. Fu colonia romana, come attestano i resti delle molteplici case signorili e degli accampamenti militari trovati recentemente.
Dopo le guerre puniche, Piscinola si trasformò in "Casale”, secondo la politica messa in atto dai Romani nei territori conquistati. Il Casale era una zona abitata dai “casati”, ossia dai contadini legati alla terra da uno speciale vincolo di residenza. Tale status rimase attivo anche dopo la caduta dell'Impero Romano. Fu nominata “Casale Regio”, sotto i Viceré spagnoli e, infine, divenne decurionato francese del distretto di Casoria, nel 1806, sotto la dominazione francese.
Dopo la Restaurazione Borbonica, divenne comune autonomo e lo fu sino a dopo l’Unità d’Italia, quando fu annessa al Comune di Napoli.
Nel 1865 fu urbanizzata e annessa, prima come Villaggio e poi, come Frazione, al vasto quartiere napoletano di San Carlo all'Arena.
 
Con la creazione delle Circoscrizioni comunali, avvenuta agli inizi degli anni '80, Piscinola, insieme a Marianella, fu una delle 20 amministrazioni circoscrizionali con le quali fu suddiviso il territorio del Comune di Napoli. Dal 2005 appartiene, come si è detto, alla VIII Municipalità.
Beni culturali
-       Chiesa del Santissimo Salvatore
-       Arciconfraternita Estaurita del SS. Sacramento
-       Chiesette della Madonna delle Grazie, S. M. del Soccorso e S. Vincenzo
-       Reperti archeologici vari
-       Palazzi nobiliari vari
-       Palazzi "A corte" e "Masserie" in stile agricolo locale
-       Centro antico adiacente la via SS. Salvatore
-       Vico operai (edificato storico fondato dai coltivatori delle terre dello "Scampia")
-       Villa comunale "Mario Musella"
-       Biblioteca comunale "Don D. Severino" .
 
Il quartiere di Piscinola si presenta oggi, in parte degradato, con servizi essenziali ma infrastrutture ancora insufficienti. Esistono infatti poche possibilità di aggregazione giovanile, qualche parrocchia dispone di piccoli spazi. Così i ragazzi trascorrono la maggior parte del tempo libero giocando nei luoghi che circondano le abitazioni, a rischio della loro incolumità, spesso senza alcun controllo da parte dei genitori.
Il numero delle famiglie presenti nel quartiere fa registrare un valore non molto alto rispetto al territorio della municipalità, con 28 famiglie ogni cento abitanti.
Assistiamo da una parte alla crescita delle famiglie unipersonali, costituite da un solo componente e dall’altra alla riduzione di quelle numerose. Infatti il numero medio dei componenti è pari a 4.    
La tipologia prevalente è quella mononucleare (coppia con figli).
Le famiglie traggono il loro reddito dalle attività economiche più diversificate (e spesso precarie): piccolo commercio, lavoro subordinato impiegatizio e spesso sommerso.
Un’alta percentuale delle famiglie è interessata dal disagio sociale: neo mamme con età al di sotto dei 20 anni, bassa scolarità dei genitori, alto tasso di disoccupazione.
Tutti questi fattori influenzano il comportamento sociale e  la sicurezza, nel quartiere è molto diffusa la macro e micro-criminalità e crescono in modo preoccupante il disagio, la devianza giovanile e l’emarginazione.
 
Analisi dei bisogni
In questo quadro, emergono, come esigenze forti: 
IL BISOGNO DI IDENTITA’ per capire le proprie attitudini, le proprie capacità, i propri interessi,i propri limiti
IL BISOGNO DI SICUREZZA per superare le incertezze nella vita scolastica, familiare e sociale
IL BISOGNO DI AUTONOMIA per diventare capaci di scelte personali e responsabili
IL BISOGNO DI APPARTENERE per sentirsi parte di un gruppo, partecipare in modo attivo alla vita sociale
 
Il nostro Istituto, pertanto, si prefigge di:
  •  diffondere una cultura di attenzione ai bisogni e ai diritti della persona-alunno;
  • promuovere una modalità di lavoro continuativo che faciliti la collaborazione e l’integrazione;
  • mettere in comune conoscenze, esperienze, risorse per accrescere la qualità dell’offerta formativa ed educativa.
Organizzazione scolastica
Nel corso del 2000 si avvia la riflessione su una nuova modalità di organizzazione scolastica, quella che prevede la verticalizzazione dei 3 ordini di scuola (infanzia, primaria, secondaria di primo grado) in un unico Istituto Scolastico detto “Comprensivo”.
Il dibattito all’interno delle varie componenti scolastiche pone in evidenza una serie di innegabili vantaggi dati da una soluzione di verticalità:
 
1.         la realizzazione della continuità educativa;
2.         l’eliminazione della discontinuità metodologico – didattica tra ordini di scuola;
3.         il superamento delle gerarchie tra i tre ordini di scuola;
4.         la modifica dell’interpretazione cronologica – temporale dell’apprendimento;
5.         la condizione ottimale per evitare la ripetitività dei contenuti didattici;
6.         la stabilità dell’organico;
7.         l’impianto organizzativo unitario;
8.         la continuità territoriale;
9.         l’utilizzazione razionale delle risorse.
 
Nel 2000 si decreta la formazione dell’Istituto Comprensivo. 
I tre ordini di scuola che ne fanno parte hanno un’unica direzione e Segreteria, un unico Collegio Docenti, un Consiglio d’Istituto.

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